Sabato 28 Gennaio 2017

Spazio giovani: Paride Bianco ci presenta gli Allievi 2000

Dopo aver conosciuto da vicino la nostra squadra Juniores e la compagine degli Allievi Fascia B 2001, è tempo di fare quattro chiacchiere con Paride Bianco, tecnico degli Allievi 2000, per scoprirne impressioni, obiettivi e sensazioni.

Partiamo da un bilancio di questi primi mesi, Paride. Cosa possiamo dire di questi Allievi 2000 arrivati quasi a febbraio?
“Diciamo che i progressi ci sono stati. Io sono arrivato ad ottobre ed ho dovuto gestire una situazione non facilissima, soprattutto in termini di risultati. Ho avuto a disposizione una squadra tecnicamente buona ma non convintissima delle sue potenzialità, che, sin dalla prima partita, ha trovato la giusta reazione, strappando un 1-1 all’allora capolista del girone nella fase di qualificazione ai Regionali, che ha dato molto coraggio. Da lì in poi non abbiamo ancora perso e ad oggi ce la possiamo giocare con due-tre altre compagini per la vittoria dei Provinciali. Nella speranza che la pausa non ci abbia penalizzati troppo”.


Una buona crescita, insomma. Qual è l’ultimo step da compiere per raggiungere i livelli sperati?
“Si tratta di un “salto” soprattutto mentale. La squadra ha grosse potenzialità, ma quando due-tre giocatori, chiamiamoli leader tecnico-carismatici, calano nel corso di una partita, tutto il gruppo ne risente. Sarà necessario quindi trovare il giusto feeling ed una compattezza tale per cui non sono i singoli ad incidere con così grande evidenza”.


Quale strategia tu e i tuoi collaboratori avete scelto per raggiungere questa crescita?
“Sin dal primo giorno con i ragazzi ho fatto presente che la mia filosofia è quella di far giocare tutti, almeno 15-20 minuti a partita. Questo perché tutti devono avere la loro occasione per mettersi in mostra e, nel contempo, per crescere. Nel mio passato calcistico ho visto giocatori restare relegati in panchina fino alla Primavera, per poi riuscire a fare il giusto salto che li ha portati in campionati professionistici. Insomma, non voglio e non posso permettermi un errore di questo tipo, anche perché sono stato scelto proprio per consentire ai miei ragazzi di migliorare tecnicamente, a livello di resistenza e di tenuta mentale. Chi merita gioca, ma tutti trovano il loro spazio”.


Solita conclusione: quali sono gli obiettivi prefissati con la società da qui a fine stagione?
“Alleno da otto anni è l’ho sempre fatto con Dario Isaia ed il presidente Luca Bosio, con cui ho il giusto rapporto: loro si occupano di questioni fuori dal campo, io faccio il mio sul rettangolo di gioco senza che intervengano ostacolandomi. In sintesi, tre sono le prerogative da qui alla primavera: creare un ottimo rapporto tra il mister ed il gruppo; far crescere qualche ragazzo per consentirgli in futuro di arrivare alla Juniores, alla prima squadra, o chissà; provare a vincere il campionato provinciale, che sarebbe il premio migliore per me e per i ragazzi”.


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