Sabato 18 Marzo 2017

Spazio giovani: Giglio Cavarero ci presenta gli Esordienti 2004

Seconda tappa del nostro viaggio nel settore scolastico. Questa volta siamo andati in casa degli Esordienti A, annata 2004, per scambiare quattro chiacchiere con il loro esperto allenatore Giglio Cavarero.

Mister, che bilancio dare a questo percorso iniziato a settembre?
“Occorre essere obiettivi, come lo siamo stati con i ragazzi: la squadra era abbastanza povera di qualità ad inizio anno, per cui non è stato facile costruire. Fino alla mia presenza i ragazzi hanno seguito un discreto miglioramento, ma resta difficile poter valutare il tutto. Inizialmente c’erano problemi d’organico, poi siamo arrivati a quindici, sedici ragazzi ma abbiamo dovuto fare il possibile con ciò che avevamo a disposizione: in porta, ad esempio, non avevamo nessuno, tanto che gioca un 2005”.

I risultati?
“Nel girone d’andata sono stati più i risultati positivi che quelli negativi, ma occorre come sempre fare le dovute proporzioni, vista la qualità degli avversari. Ci sono delle realtà formate, come Caraglio, ma anche gruppi più al nostro livello, con cui ce la siamo giocata”.

Obiettivi da qui a fine stagione, quindi? 
“Con la società stiamo lavorando in prospettiva, magari per inserire qualche ragazzo ad un gruppo che non ha una grande esperienza. Per il prossimo anno il salto sarebbe molto difficile solo con questa rosa, perché il mondo dei Giovanissimi è molto più complesso. Dovrà essere un lavoro di ricostruzione e di rifacimento in questi ultimi mesi per arrivare preparati a settembre. La dirigenza ha delle idee chiarissime, ma deve essere conscia del fatto che si tratta di un percorso articolato e costante”.

Tu hai già vissuto più esperienze nel Busca, nella tua lunga carriera. Come si costruisce una realtà vincente?
“Sono stato giocatore e in più fasi allenatore del Busca e ricordo delle squadre Allievi con due-tre giocatori pronti per andare in Prima Squadra. Il settore giovanile era un’eccellenza ed attirava tantissimi ragazzi. Vogliamo tornare lì, ma ci vorranno alcune stagioni. Sarà importante partire dalle basi, dai Primi Calci, per costruire un gruppo e dei ragazzi pronti per salto. La società sa perfettamente quale strada deve essere intrapresa, serve molta costanza”.


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